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TIK TOK: non è un’app (solo) per giovani

Cos’hanno in comune il Washington Post, lo chef Bruno Barbieri e Matteo Salvini? A prima vista poco, eppure sono stati tra i primi ad intuire il potenziale di Tik Tok, il nuovo social network arrivato dalla Cina.

Noto soprattutto come “il social per teenager”, Tik Tok sta attraversando una fase di forte evoluzione: gli utenti over 25 sono sempre più numerosi e si stima che nel 2019 siano cresciuti di almeno 5 volte rispetto all’anno precedente.

Il panorama della piattaforma sta cambiando rapidamente anche a livello di contenuti: accanto a balletti e lip synching (se vi state chiedendo cos’è il lip synching, significa cantare in playback), stanno emergendo nuovi contenuti di education che spaziano dal food alla comunicazione, dalla filosofia al business.

 

Su TikTok non solo balletti ma educazione e divulgazione

 

Oltre ai soliti sospetti come Marco Montemagno, molti creators hanno capito il potenziale che Tik Tok offre per raggiungere un pubblico giovane attraverso contenuti di edutainment: spazio quindi a tutorial, videoricette e how-to.

Un esempio è Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che diventa tiktoker e sfrutta la piattaforma per dare consigli su come fare la spesa in maniera più accorta o come richiedere il rimborso per un evento cancellato a causa del coronavirus.

Un altro esempio è Innovatori del Futuro, l’account gestito da un giovanissimo tiktoker che in video di meno di 60 secondi racconta le strategie di comunicazione di brand italiani e internazionali, offre consigli a giovani startupper o tips per gestire le proprie finanze personali.

 

E per i brand, quali opportunità offre TikTok?

Anche per i brand stabilire una presenza su questa piattaforma sta diventando sempre più una priorità, soprattutto per chi vuole costruire strategie di comunicazione per un target giovane o vuole posizionarsi come early adopter.

Attenzione però: TikTok ha delle regole e consuetudini non scritte. L’effetto “ok, boomer” è dietro l’angolo, con il rischio di dover reindirizzare il budget in operazioni di crisis communication management.

Molte aziende l’hanno già capito e per questo stanno ingaggiando creators e influencer già popolari sull’app per creare contenuti brandizzati e raggiungere così l’audience desiderata. Così si stanno muovendo con successo brand come NBA, Chipotle e Tezenis.

Altri invece provano ad osare un po’ di più, studiando una content strategy per raccontare il proprio prodotto o servizio. Per questo è necessario prevedere un piano editoriale strutturato sul lungo periodo. Il Washington Post ad esempio ha trovato la formula giusta per avvicinare i giovani all’attualità: grazie al suo video-editor Dave Jorgenson, riesce infatti a raccontare le notizie correnti utilizzando il linguaggio e il tono ironico tipico di Tik Tok, come canzoni o altri trend molto popolari sull’app.

Stiamo quindi assistendo all’ascesa di un nuovo canale che sembra avere tutti i numeri per diventare “the next big thing” nell’universo dei social network.

 

Nell’attesa che il tempo ci dica se si tratta di una meteora o di una stella, avventurarsi per questa nuova via del social media marketing è un’opportunità che consigliamo di esplorare. Noi di bDigital, la divisione di Barabino & Partners dedicata alla comunicazione digitale, ci siamo per accompagnare i brand in questo viaggio.

categorie: opinioni e attualità