La Cantera Barabino & Partners - parola ai giovani

L’ingresso nel mondo della consulenza in corporate identity e comunicazione visiva

Contribuire alla formazione sul campo dei giovani è da sempre una vocazione per Barabino & Partners. Per questo, il programma di tirocinio La Cantera è strutturato in modo da coinvolgere i partecipanti rendendoli parte attiva nei progetti di consulenza. Quando La Cantera giunge al termine, le belle parole dei suoi partecipanti sono per noi la prova che il nostro approccio è in grado di fornire ai giovani una conoscenza effettiva delle dinamiche del settore della comunicazione ma, soprattutto, un’utile palestra per esercitare quelle soft skills fondamentali nel mondo del lavoro. 

 

Questa la testimonianza di Luca Paolillo.

 

Lavorare in Barabino & Partners, per un Canterano, è un esperienza coinvolgente che ti rende parte di un progetto formativo a 360°, impegnativo da un lato ma che ti lascia molto da un altro, sia in termini di consapevolezza professionale che di capacità di relazionarsi con persone prima che con colleghi.

Il Progetto di tirocinio La Cantera di cui ho fatto parte mi ha permesso di acquisire competenze e sicurezza personale e di poter sperimentare sul campo la realtà di uno studio di branding, che giorno per giorno affronta sfide e progetti mutevoli, liquidi in un certo senso e sempre diversi fra loro.

Lavorare nell’area Design di Barabino & Partners, specializzata in corporate identity e comunicazione visiva, è stato interessante soprattutto per la necessità di trovare un filo conduttore tra le diverse richieste e competenze: ogni volta che mi è sembrato di aver acquisito una certa sicurezza su un’area, ecco che se ne presentava subito un’altra a cui trovare un filo conduttore. Se l’aspetto più intrigante della progettazione di identità visive è la creazione di qualcosa di nuovo, originale e ricco di significato che viene disegnato dalla tua mano, la necessità di calcolare tempi di lavorazione, elaborare le richieste del cliente e la necessità di mediare fra voglia di creare e praticità non possono essere considerate come fasi secondarie del lavoro di un designer di brand identity.

Probabilmente questa è stata la sfida più impegnativa, imparare a conciliare esigenze che provengono da campi semantici completamente diversi fra loro e che, riuniti, costituiscono la base per un buon lavoro di Branding.

Aver lavorato in area Design mi ha anche permesso di capire realmente cosa significasse essere attento ai dettagli, calcolare distanze, spazi, corpi dei caratteri, in modo che il progetto fosse uniforme e nulla fosse fatto con approssimazione, così come acquisire dei criteri di progettazione funzionali, indirizzati a realizzare quello che è “giusto” per quel cliente e non quello che ti piacerebbe veder realizzato, capendo come, spesso, non è solo la forma che fa la sostanza del progetto visivo, ma il suo contenuto, a cui dare una forma visiva appropriata.

Inoltre, altri aspetti che avevo inizialmente sottovalutato e che si sono rivelati importanti, sono la ricerca costante, la documentazione visiva, creare un proprio catalogo iconografico, sia per avere spunti sempre aggiornati da cui attingere sia per sapere verso dove indirizzare la progettazione nelle fasi più concitate. Sicuramente uno degli aspetti più affascinanti di questo mestiere è il fatto che comunque si guardi all’immagine, questa rimane sempre impressa in qualche modo e, quando meno te lo aspetti, è in grado di venire in aiuto nella comunicazione, istituzionale o di prodotto.

Ho soprattutto imparato che se l’iniziativa personale e l’essere propositivo è utile e richiesto, è anche vero che spesso va attenuata in funzione del progetto che si ha davanti e dei propri compagni di lavoro. Acquisire consapevolezza di propri mezzi e capire come gestirsi all’interno di una squadra è stata e sarà la base per futuri miglioramenti si a tecnici che relazionali, e penso che questo sia stato uno dei traguardi più importanti del mio percorso in Barabino & Partners.

categorie: opinioni e attualità , Progetti