One Ocean Foundation

Il primo progetto di ricerca “Business for Ocean Sustainability”

 

Gli oceani hanno un impatto determinante sulla crescita economica.

Se la Blue Economy fosse un Paese, infatti, con i suoi $3.000 miliardi di valore complessivo, sarebbe la settima economia più grande al mondo.

In particolare, il nostro mar Mediterraneo favorisce uno sviluppo di fatturato annuo dei settori legati al mare pari a 386 miliardi di euro, con 205 milioni di valore aggiunto lordo e garantendo circa 4,8 milioni di posti di lavoro.

Occuparsi della salute degli ecosistemi marini e costieri, accrescere la consapevolezza delle imprese e favorire l’attivazione di comportamenti sostenibili è quindi fondamentale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico.

Con questo preciso obiettivo in mente, One Ocean Foundation – realtà dedicata alla salvaguardia dei mari nata da un’idea dello Yacht Club Costa Smeralda (YCCS) – ha presentato lo scorso 5 novembre al Four Season di Via Gesù a Milano la prima edizione del report Business for Ocean Sustainability, realizzato in collaborazione con SDA Bocconi, McKinsey & Company e CSIC (The Spanish National Research Council).

Barabino & Partners, vicina a quello sguardo alla sostenibilità che rappresenta la bussola di One Ocean Foundation, ha dato il suo contributo all’evento, sostenendo e affiancando la Fondazione per quel che riguarda la comunicazione.

Mirando a definire le linee guida e le best practice per le aziende circa le sfide della sostenibilità, questa prima edizione del report si focalizza sul Mar Mediterraneo, coinvolgendo più di 220 realtà nazionali e internazionali fra aziende, start-up, associazioni e ONG, selezionate trasversalmente a 13 settori industriali differenti.

Dallo studio emerge, fra gli altri, un dato che fa sperare per il meglio: più di un terzo delle aziende prese come campione è consapevole del è consapevole delle pressioni esercitate sugli ecosistemi marini dai settori industriali di cui fanno parte.

Alla presentazione del report sono intervenute, in veste di sustainability leader, alcune voci scelte fra le più virtuose: Prada, che ha adottato l’econyl (un nuovo filato sostenibile realizzato da Aquafil), assieme alle start-up Ecoplasteam, prima al mondo ad aver realizzato un impianto per il riciclo del Tetra Pack e Directa Plus, che lavora il grafene, materiale rivoluzionario utilizzabile per costruire barriere di contenimento degli idrocarburi sversati in mare.


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