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Luca Barabino e Fabio Tamburini: un dialogo su attualità e informazione

 

È indubbio che l’Italia, dal punto di vista politico ed economico, non attraversi un momento semplice. Ruolo fondamentale per la comprensione del contesto e per una maggiore consapevolezza nelle scelte, pubbliche come private, lo gioca l’informazione.

In occasione dell’ormai consueto appuntamento del Summer Cocktail nella splendida cornice del terrazzo della sede romana di Barabino & Partners, Luca Barabino conversa, a beneficio degli invitati, con l’ospite speciale Fabio Tamburini, Direttore responsabile del Sole 24 Ore, Radio 24, Radiocor e di tutte le testate del Gruppo 24 Ore.


LB: Dal vostro osservatorio, come vedete l’economia del paese e il mondo delle imprese?

FT: È indubbio che l’Italia abbia manifestato segnali di vitalità importanti nel 2018, ma da qualche mese ormai la situazione peggiora, non in modo uniforme, sia dal punto di vista settoriale che territoriale, ma lo scenario complessivo per quanto riguarda il mondo delle imprese e dell’economia è di battuta d’arresto.

LB: Qual è la tua visione in merito all’attualità politica, economica e finanziaria che stiamo vivendo?

FT: I fatti dimostrano come il rapporto fra le due forze di governo sia ormai conflittuale e non accenna a trovare momenti di ricomposizione, basti pensare ai dibattiti su TAV, conti pubblici, e rapporti con l’UE. Nonostante il potere sia un collante formidabile, gli angoli da smussare sono troppi: è necessaria una presa d’atto della paralisi del paese, che non riesce ad andare avanti. Le sorti del M5S sono oramai segnate dalle vittorie elettorali della Lega nelle aree più produttive del paese, le alternative al momento sarebbero le elezioni anticipate o il dirottamento verso un governo di salute pubblica.

LB: Parliamo del Gruppo Sole. Come è cambiato e come sta cambiando con la nuova direzione e con la sua squadra?

FT: Dallo scorso settembre, posso dire che la strada l’abbiamo trovata: il prodotto editoriale è stato totalmente riposizionato. L’editoria risponde ad una regola semplice: la chiave del successo è che sappia ogni giorno, ogni minuto, offrire dei contenuti originali. Da questo punto di vista la sfida l’abbiamo affrontata e vinta: ai nostri 300 giornalisti ho richiesto di ricercare e pubblicare notizie e approfondimenti necessari per comprendere l’attualità, senza fare compromessi. Un approccio che porta risultati: a settembre quotavamo 0.33 euro, oggi 0.54 euro, quasi il doppio. Sottolineo il valore della multimedialità del Gruppo 24 Ore: siamo unici come gruppo editoriale per diversificazione di testate, con un’impennata della parte video che registra 11-12 milioni visualizzazioni video al mese. E abbiamo in cantiere molte novità.

LB: A questo proposito, cosa prevede il recente accordo con Sky? Qualche anticipazione su prodotti che state studiando in partnership?

FT: Quello con Sky è un accordo articolato, all’insegna della proficua collaborazione fra le due realtà. Fra le altre iniziative, tre collegamenti al giorno fra Sky TG24 ed Il Sole 24 Ore, con focus sui temi caldi della giornata e a cura di un team di giornalisti del Sole 24 Ore e Radiocor, in cantiere anche lo sviluppo di coproduzioni tra Radio 24 e Sky, valutando la possibile trasposizione di format radiofonici di successo in format televisivi e viceversa. Saremo uniti anche sul fronte degli eventi e della raccolta pubblicitaria.

LB: Qual è invece l’approccio all’informazione online?

FT: L’orologio biologico ci dice che, sotto i 40 anni, la principale fonte di informazioni è il digitale, la presenza forte online diventa quindi fondamentale. Questo significa operare un cambiamento totale dell’organizzazione del lavoro. La giornata del Sole segue gli stessi ritmi da 30 anni, ma nel frattempo è cambiato il mondo. Per questo, stiamo rivedendo l’intera organizzazione in funzione non più del cartaceo, ma della produzione di contenuti editoriali digitali minuto per minuto. Ciò non significa che cartaceo è prodotto secondario: con il digitale costruiamo il futuro, mentre con il cartaceo gestiamo il presente. Una scelta dettata anche dal fatto che l’informazione di qualità costa, nonostante la diffusa convinzione del contrario. Se non si vogliono fake news, è bene comprendere che l’informazione va pagata.

LB: A questo proposito, come vede il futuro della carta stampata? C’è spazio in Italia per nuovi prodotti editoriali?

FT: Certamente la crisi dell’editoria che è anche lo specchio della crisi del paese, e tende a peggiorare. Io credo che l’informazione sia potere, ed è decisiva per le scelte di fondo del paese. Per questo ritengo che per la professione di giornalista e per i prodotti editoriali ci sia un futuro. Chi è informato fa delle scelte più consapevoli. Come questo poi verrà concretizzato è difficile da prevedere, ma sono convinto che anche la carta stampata avrà un ruolo importante nel futuro.


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