Finanza e Diritto...a parole

BOT o MINIBOT, questo è il problema…

 

“Non me ne voglia, dottore, ma secondo lei, io come la dovrei prendere?”.

Allungato sul lettino del celebre psicologo Dottor Felice Baratto, le mani intrecciate dietro la testa, il paziente è già da quasi un’ora che si lagna della sua condizione.

“Nel senso, io e la mia famiglia operiamo nel settore da generazioni, siamo riconosciuti, e rispettati. Non si può mica fare che adesso arrivano questi altri, dal nulla, a far finta di essere come noi”.

“Si rilassi, carissimo”, sospira il luminare guardandolo di sottecchi. “Lo dice anche la canzone: come te non c’è nessuno”.

“Ma mi faccia il piacere!”, scatta il nostro paziente (decisamente poco paziente). “Guardi che io sono un vero e originale Titolo di Stato, che diamine! Se non ci fossimo noi, me lo dice lo stato come coprirebbe il deficit corrente e il debito pubblico? Come finanzierebbe i servizi pubblici?  Mica basta l’imposizione fiscale, lo sanno tutti che senza di noi qua la festa sarebbe finita da tempo. E quindi, che cosa mi combinano? Vogliono mettere al mondo un essere bizzarro che bene bene non si capisce neanche che cosa sia, giusto per creare scompiglio. E dice bene lei, come me non c’è nessuno. Sa perché? Perché per essere me devi averle determinate caratteristiche, mica Titolo di Stato ci diventi così, perché qualcuno decide di metterti al mondo”.

Si solleva sul lettino e fissa il dottore diritto negli occhi.

Per prima cosa, io, come è giusto che sia, sono destinato a morire. Scadiamo tutti, noi titoli di stato, perché se qualcuno si obbliga a pagare un debito, bisogna anche fissare un orizzonte temporale massimo entro cui farlo. Per un elementare principio di certezza e affidabilità della transazione. Poi, io mi preoccupo di garantire una remunerazione a chi mi detiene. Con tutto il rispetto, dove mai si è vista un’obbligazione non remunerativa? Nel senso, io assicuro un investimento con un rendimento. Perché, e questo lei lo sa bene caro il mio dottore, il tempo è denaro. Che sia per scarto di emissione, o per cedola, qualunque titolo di stato presenta almeno uno di questi due tipi di remunerazione. I nostri nuovi amici invece no. In più, noi del mercato non abbiamo paura, anzi è il bello del gioco: le aste a cui partecipiamo garantiscano che sia il mercato a giudicare della nostra bontà, attraverso l’incontro fra domanda e offerta”.

Il dottor Felice Baratto, grattandosi il mento con la punta della matita, lo interrompe “Ma quindi, che sono?”.

“Vai a sapere”, bofonchia l’altro riallungandosi sul lettino. “Con tutto il rispetto, io dico che questi cosi, minibot o come li chiamano, debito non sono. Non hanno nessuna scadenza, nessun tasso di interesse e nessun meccanismo d’asta per essere acquistati. A me pare, francamente, che assomiglino di più ad una moneta. Anche d’aspetto. Come Dottore, non le ha viste le immagini che circolano online? Il fatto che non abbiano scadenza li fa automaticamente essere una riserva di valore. Ma sono uno strumento di pagamento un poco difettoso, posto che funzionerebbero solo in Italia e come forma di pagamento per i debiti della Pubblica Amministrazione, per intenderci non ci puoi comprare nulla su Amazon. Con tutto il rispetto, Dottore, se le dicessi che per la mia seduta invece che 120 euro le dessi 120 minibot, (sì, il rapporto è di 1:1), lei accetterebbe?”

“Bah, no, direi di no, preferirei i miei 120 euro, grazie. Mi pare una situazione confusa, uno strumento confuso…”

“Esatto! Ha toccato il punto fondamentale. Come sempre, è una questione di fiducia. Per i cittadini, a parte che per pagare i debiti nei confronti della PA, cioè in fin dei conti pagare le tasse, questi cosi funzionerebbero soltanto se tutti decidessero di dare loro fiducia e utilizzarli nelle transazioni private. In altri termini, lei lo accetterebbe da me solo se sapesse che potrebbe poi utilizzarlo al ristorante, solo se sapesse per certo che può pagarci i fornitori, e così via. Senza contare che tutto questo si scontra con una grossa problematica: la violazione palese e manifesta dei trattati dell’Unione Europea che impongono la circolazione di un’unica moneta legale, l’euro”.

Il Dottor Baratto guarda l’orologio e con un sorriso si accinge a passare al prossimo paziente. “Beh, spero che si sia tranquillizzato un po’ dopo questa chiacchierata. Suvvia, a lei che è sempre sul pezzo, come può preoccuparla qualcosa che non è né carne né pesce?”.

“Qui la domanda è più grave ancora, caro il mio dottore. Non carne o pesce, ma esistere o non esistere, essere o non essere. Questo è il problema”.


Da “Finanza e Diritto…a parole” n. 17, su MAG di Legalcommunity. 


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