Finanza e Diritto...a parole

Quella magia del BUYBACK

 

Arriva un momento della vita in cui si ha l’impressione di aver lasciato pezzi di sé sparsi in giro a persone, città, situazioni. Al tempo cediamo l’innocenza dell’infanzia, al fidanzatino del liceo l’emozione del primo bacio, alla casa al mare la spensieratezza delle vacanze.

Anatomicamente indivisibile, l’essere umano è più frammentato di quanto non si voglia riconoscere. Rimettere insieme i pezzi non è sempre facile, né sempre possibile. Eppure, quanto sarebbe bello poterli recuperare, chiedendo a tutti coloro che, per un motivo o per un altro, conservano una parte di noi e tornare così in possesso di noi stessi, integralmente.

Ci sono persone che sono in grado di farlo. Non persone fisiche, persone giuridiche. Noi uomini siamo in grado di creare più magie di quanto vogliamo ammettere. Certo, niente conigli nel cappello o giochi di fazzoletti, ma cos’è la finzione giuridica se non il potere di realizzare l’impossibile? Così, come noi, le persone giuridiche nascono, crescono e muoiono. Possono vivere un matrimonio (M&A) felice, procreare (filiali), divorziare (scissione), non solo, le abbiamo rese capaci di fare anche ciò che noi non siamo in grado di realizzare.

J. K. Rowling ha diviso in sette parti l’anima di Lord Voldemort, certo, ma Harry Potter è una saga fantasy. Le società per azioni no, esistono nel nostro mondo, frammentate, cedono loro stesse (azioni) per poter crescere. Il diritto, proiezione razionale e perfetta della realtà fenomenica, ha il potere di rendere possibile per le sue creature cose che restano utopiche per noi persone fisiche. Sarebbe bello, riflettevo, poter tornare in possesso di noi stessi.

Le società per azioni hanno il potere di farlo, attraverso il buyback, l’operazione che consente alla persona giuridica di recuperare quanta parte di sé stessa ritiene opportuna dal mercato. Come? Comprando frammenti (azioni) da coloro che li detengono. 

Di conseguenza, il numero totale delle azioni scende, comportando la diminuzione del capitale sociale della società e della liquidità utilizzata. L’attivo di bilancio diminuisce di conseguenza ma l’utile resta invariato. Come noi staremmo meglio se potessimo ritrovarci, allo stesso modo l’azienda sta meglio: restando invariato l’utile ma diminuendo il numero totale di azioni, il ROE aumenta. E, come per noi aumenterebbe il rispetto e la considerazione di noi stessi, per l’azienda aumenterà il valore dell’azione.

Ecco, per gli abitanti del mondo di finanza e diritto, ritrovarsi è possibile. Ma, al crocevia fra i due mondi, cosa succede? Come in Harry Potter, seppure il mondo della magia e quello dei babbani vivono vite parallele, succede spesso che si incrocino e gli eventi dell’uno influenzino quelli dell’altro. Se è vero che le persone giuridiche vivono in un mondo idealmente perfetto, ci siamo preoccupati di costruire indici e parametri che li leghino al fenomenico. Per questo, risulta per noi più rilevante guardare all’aumento dell’utile derivante, ad esempio, dalla crescita della vendita di beni e servizi.

Adottando la prospettiva fenomenica, molteplici sono le implicazioni economiche legate all’utilizzo di questo strumento, tali da generare un dibattito acceso sul se il buyback sia o meno forma di insider trading e dunque non legale. La SEC ha autorizzato l’utilizzo del buyback dal 1982, fra l’entusiasmo di molti e l’inquietudine di altri che, sottolineano, denunciano soprattutto la mancata opportunità di investimento dell’utile in operazioni che potrebbero aumentare la redditività non nel mondo magico, ma in quello reale. 

Forse, a ben vedere, il dibattito è riconducibile all’eterno conflitto fra fattispecie astratta e concreta, fra mondo del diritto, della finanza e mondo fenomenico. Ritrovare sé stessi in un mondo può significare perdersi nell’altro.


Questo era il 15° appuntamento con la rubrica “Finanza e Diritto…a parole”, su MAG di Legalcommunity.


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