Comunicazione legale: il vantaggio degli esordienti

 

La comunicazione per il settore legale non è una novità anzi è ormai un dato acquisito, un trend inarrestabile e consolidato che ha portato i grandi studi italiani e internazionali a sviluppare un percorso lungo ormai 15 anni nel corso del quale si è sperimentato, innovato e investito.

I passaggi più importanti di questi anni sono stati il progressivo cambiamento culturale che ha portato gli studi a vedere nel brand e nella visibilità un asset strategico e competitivo che è passato dal naming, al logo, alla pubblicità fino ai social networks.

Si sono create strutture di marketing interne agli studi e si sono sperimentate nuove strade volte ad innovare o comunque a posizionare lo studio. La spinta è stata la crescente competitività sul mercato, la necessità di eccellere e distinguersi in coerenza con i nuovi modelli di acquisizione delle informazioni che prescindevano e prescindono dal tradizionale passaparola.

Questo percorso è stato spesso guidato dall’ obiettivo commerciale ossia dal miraggio di comunicare per prendere nuovi mandati e nuovi clienti. Un approccio che ha sviluppato la competizione anche in campo di comunicazione e che spesso ha portato delusioni perché comunicare non necessariamente è sinonimo di acquisizione di new business.

La comunicazione legale si sta adesso aprendo ad una nuova fase, diversa e differente per players attivi, modalità e approccio. Se da un lato i grandi studi proseguono la competizione nel nuovo scenario diversificando e innovando per eccellere c’è una nuova categoria emergente di players.

È l’era degli esordienti.

Gli esordienti sono rappresentati da studi professionali di medie dimensioni, a volte fortemente localizzati territorialmente, a volte caratterizzati per competenza, e da nuove boutiques che si costituiscono come spin off o aggregazione di studi.

Sono studi che, da subito, comprendono il valore e l’imprescindibilità di un percorso di comunicazione come strumento di posizionamento del brand sul mercato, di reputazione e di accreditamento. Accreditamento che spesso è anche semplicemente valorizzazione e visibilità sui motori di ricerca.

Gli esordienti hanno il vincolo di entrare in un mercato che, dal punto di vista della comunicazione, è sicuramente affollato e in cui il comunicare non è più un asset differenziante.

Hanno però il vantaggio dell’esperienza, l’esperienza di quindici anni di comunicazione portata avanti dagli studi che si sono già posizionati. Un’esperienza che permette di mirare maggiormente l’approccio sulla base di obiettivi e aspettative, di individuare gli strumenti più idonei per perseguire un posizionamento chiaro e distintivo.

Un approccio, rispetto al passato, maggiormente consapevole e mirato. Un approccio in cui le aspettative sono equilibrate e l’orizzonte temporale correttamente centrato sul medio-lungo termine. Una strategia di investimento che punta a costruire e capitalizzare, passo dopo passo, un percorso che arrivi a creare nel tempo un valore.

Gli esordienti comunicano per esserci e posizionarsi, per differenziarsi. Sono consapevoli che non possono comunicare per acquisire business. Possono, se supportati, leggere meglio trend e tendenze, individuare le strade più corrette da seguire, massimizzando i ritorni e minimizzando gli investimenti.

E’ una strada più complessa e competitiva ma forse più coerente perché nasce dalla consapevolezza che l’attività professionale dipende dalle competenze ma anche dalla capacità di gestire l’attività e lo studio professionale. E nella gestione un tassello fondamentale è la comunicazione da affrontare con professionalità e competenza, con uno sguardo al passato e uno al futuro.

L’era degli esordienti è già caratterizzata da tante sigle che iniziano a comunicare e che rappresenteranno, anche per i grandi studi legali, uno scenario da seguire con attenzione per vedere se ci sono e ci saranno nuovi modi e modelli di comunicazione.


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