Web Reputation: prevenire e curare

 

Chris Anderson, giornalista statunitense, affermò nel 2007 che “Il tuo brand non è la definizione che ne dai tu, ma quella che gli attribuisce Google”. Dodici anni più tardi possiamo tranquillamente dire che è ancora così: è infatti inutile fare finta che Google non sia la base di partenza della maggior parte delle nostre opinioni, soprattutto quando si tratta di un brand. Proprio per questo motivo è importante gestire la propria web reputation, perché, come abbiamo già avuto modo di osservare, Google non dimentica.

Che cos’è la web reputation

La web reputation è il risultato di tutte le informazioni su un utente o un brand che è possibile reperire online. Questo comprende sia le piattaforme gestite direttamente da noi, come siti internet e profili social, ma anche tutto il materiale che ci riguarda ma sul quale non abbiamo controllo, come articoli di giornali o contenuti generati da altri utenti.

Per i brand soprattutto monitorare e gestire la propria digital footprint è un elemento sempre più critico, ma fondamentale: infatti la web reputation può diventare un problema anche per quelle aziende che non hanno una presenza online, non avendo avviato un percorso di comunicazione digitale istituzionale strutturato. Se non saranno loro a raccontare la propria storia, saranno gli altri a farlo e i risultati potrebbero essere tutt’altro che positivi.

Cosa può fare quindi un brand che ha un problema di web reputation e quali strumenti ha a disposizione?

Come si gestisce la propria web reputation

Il primo passo è analizzare la composizione della propria digital footprint. Compiuto questo passaggio bisogna passare all’azione, iniziando a gestire eventuali contenuti negativi.

Le strade percorribili sono due: la prima è richiedere a Google la deindicizzazione o la rimozione dei risultati, facendo leva sul diritto all’oblio. La seconda invece è intraprendere un percorso di content flooding, cioè invadere la SERP con contenuti positivi così da andare diluire quelli negativi.

Ovviamente se si decide per questa opzione è necessario sviluppare una content strategy efficace, che preveda l’ottimizzazione in ottica SEO dei siti e dei canali social di proprietà e la definizione di un piano editoriale che sia rilevante e coerente, che comprenda anche la realizzazione di video. È inoltre opportuno sviluppare una strategia di media relations per ottenere una copertura positiva su testate ben indicizzate. Se tutto questo non è abbastanza, allora si può ricorrere ad un’attività di link earning, cioè l’acquisto di articoli o redazionali su testate minori, ma ben indicizzate.

L’ultimo step è il monitoraggio continuo della propria impronta digitale; per fortuna il web ci mette a disposizione tantissimi strumenti per portare avanti questa attività sia gratis che a pagamento.

In ogni caso, quando si decide di avere una presenza online bisogna tenere a mente che Google non dimentica e che tutto quello che facciamo verrà conservato dalla sua memoria. Procedere con buon senso e cautela è quindi fondamentale.


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