Tim berners lee

Il futuro del World Wide Web

 

Innovazione letteralmente significa alterare l’ordine stabilito delle cose per fare cose nuove. È proprio questo che è successo al momento dell’invenzione di Internet. L’ordine stabilito della comunicazione era stato alterato, non più solo carta e televisione, c’era spazio per fare cose nuove.

Quando era ricercatore al CERN, Sir Tim Berners Lee una cosa nuova l’ha fatta, anzi ha fatto LA cosa nuova: nel 1989 ha inventato il World Wide Web, quel www antifona di tutta la nostra vita on line. Internet al tempo rappresentava un universo inesplorato, un “intergalactic network”, lo chiamarono Licklider e Clark nel primo paper in cui teorizzavano una rete mondiale e accessibile di computer. Non esisteva niente, era difficile immaginare di muoversi con un clic, inimmaginabile che le informazioni sul web potessero diffondersi così rapidamente.

La comunicazione ha cambiato paradigma nel 1993 quando il World Wide Web, fino a quel momento utilizzato solo nel campo accademico, è diventato pubblico.

Sono già 25 anni che il nostro modo di informarci, di studiare, in fin dei conti di stare al mondo, è cambiato. Durante questo tempo, anche gli equilibri on line sono cambiati. Sir Tim Berners Lee di questo si è accorto: è stato l’utilizzo commerciale a corrompere gli ingranaggi della sua invenzione. Prima, dice, le persone erano entusiaste del World Wide Web. Oggi invece serpeggiano fra gli utenti frustrazione e diffidenza a causa dei dati. Questo immateriale flusso di informazioni che con noncuranza da sempre abbiamo affidato al web, e che, ammettiamolo, è ciò che gli consente di performare al meglio, adesso vorremmo essere in grado di controllarlo. Nell’immaginario comune oggi il web è un oscuro sistema che utilizza i dati per profilare gli utenti in modo da renderli target pubblicitari, che addirittura è in grado di manipolare le elezioni.

A 63 anni, Tim Berners Lee è ancora un inventore entusiasta, ricorda molto Doc di Ritorno al Futuro. Ha donato al mondo la sua invenzione, non si pente di non averla brevettata. Afferma con fiducia ed entusiasmo che la più grande invenzione dell’umanità deve ancora arrivare. Scende quindi di nuovo in campo: vuole trovare una soluzione ai problemi del web. Ha fondato una start up, l’ha chiamata Inrupt, e sta disegnando una nuova tecnologia, per un sistema in cui chiunque possa controllare tutti i propri dati, un sistema che ti chiede dove tu preferisci effettuare lo stoccaggio, un sistema in cui le nuove app saranno compatibili fra di loro (per esempio, due persone potranno chattare fra una utilizzando una la futura equivalente di Whatsapp e l’altra di Imessage), un sistema in cui le persone saranno in grado di trovare la verità.

La sfida sarà il passaggio da una tecnologia all’altra. Ma Sir Tim Berners Lee è fiducioso. Ancora è tutto un work in progress, però se funziona, si aprirà un mondo completamente nuovo per gli investitori.

Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, Sir Tim Berners Lee già una volta l’ha cambiato, e adesso è pronto a cambiarlo di nuovo, con entusiasmo e positività.

D’altro canto, come lui stesso afferma, innovation is about breaking through a net.

 

 

Sir Tim Berners Lee è intervenuto quale ospite d’onore alla terza edizione del Deloitte Innovation Summit.


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