DIRITTO E FINANZA...A PAROLE

NPL: i libri usati di Paolo e la saggezza della mamma

 

Per la rubrica “Finanza e diritto…a parole” a cura di Barabino & Partners Legal su MAG di Legalcommunity.it , dopo la Blockchain, raccontiamo i non performing loans.

 

Con la fine dell’estate e il rientro a scuola arriva puntuale anche l’incubo dei libri scolastici: servono quelli per l’anno nuovo ma gli scaffali sono pieni di quelli dell’anno passato. E allora, per recuperare qualche soldo, le mamme cercano di venderli in blocco alle librerie dell’usato, per un prezzo ovviamente inferiore a quello a cui li hanno comprati. Il libraio li rivenderà ad un prezzo inferiore a  quello di listino ma sempre tale da garantirgli un margine di guadagno.

Così, ad esempio, il sussidiario pagato 25 euro viene comprato, diciamo, per 12 dal libraio e poi finirà fra le mani del nuovo proprietario per 15 o 16 euro.

Scommetto non avete mai pensato al mercato degli npl come se fosse quello del libro dell’usato.

Perché la mamma vuol liberarsi del sussidiario di Paolo? Non perché il libro abbia perso il suo intrinseco valore di supporto didattico, anche se certo non vale più come se fosse nuovo visto che a Paolino piace scarabocchiare ai margini, ma perché non è più utile: Paolo va alle medie ora. Tenerlo in libreria significa occupare dello spazio perdendo la possibilità di sfruttarlo per riporvi qualcosa che crea valore come, ad esempio, un bel libro di grammatica latina che anche se non è in programma ci permette di portarci avanti.

I non performing loans, o crediti deteriorati, sono un po’ come il sussidiario di Paolo.

I libri hanno la funzione di consentire che gli studenti abbiano un supporto da cui imparare, che gli insegnanti possano loro assegnare gli esercizi per casa. Allo stesso modo il credito ha la funzione di garantire a chi ne è proprietario che il debitore gli renderà la somma dovuta. Se per i più vari motivi questo sembra difficile o addirittura impossibile (da ciò dipendono le classificazioni degli npl), allora il credito, come il sussidiario, diventa inutile, un peso sul bilancio (la libreria) della banca.

Deteriorato significa ridotto in cattivo stato. Certo, il sussidiario di Paolo invitante non è. È pieno di scarabocchi, ha una grossa macchia giallastra in copertina perché ci ha versato sopra il succo d’arancia e ha anche qualche pagina strappata. Neanche Gli npl ispirano particolarmente: sono dei crediti, dei soldi prestati, che non stanno tornando indietro, sono un problema perché significa che non si possono recuperare e trasformare in liquidità, almeno non in tempi brevi e forse proprio mai. Quindi è assolutamente comprensibile che la mamma voglia dar via il sussidiario di Paolo e le banche gli npl, la domanda è perché qualcuno dovrebbe essere interessato a comprarli.

Perché, anche se in cattivo stato, quello di Paolo è comunque un sussidiario. Certo, per il nuovo proprietario sarà fastidioso studiare con gli scarabocchi al margine e le pagine strappate, però potrà imparare ugualmente. Per questo il libraio lo compra, ad un prezzo più basso, ma il fatto stesso di pagarlo significa riconoscere che ha un valore. Allo stesso modo, le società che comprano gli npl dovranno impegnarsi in un percorso faticoso di recupero crediti. La difficoltà di questo percorso varia in funzione delle garanzie che accompagnano ogni credito e che ne determinano la qualità.

Poniamo il caso che la mamma di Paolo, già che c’era, abbia deciso di portare al libraio non solo il sussidiario ma anche un paio di vecchi e polverosi volumi di suo nonno ché lei non sa che farsene e ha bisogno di spazio per i ricettari di cucina. Il libraio esamina i volumi e si rende conto che sono due prime edizioni, una anche autografata. Quindi il sussidiario lo prende perché prima o poi arriverà una mamma che ne avrà bisogno per suo figlio, ma sono questi due volumi a cui è più interessato perché hanno delle qualità migliori che incidono sulle sue prospettive di guadagno.

Sussidiari o crediti di bassa qualità sono gli npl unsecured, quelli senza garanzie. Un po’ come un po’ come se invece di soldi le banche avessero prestato fazzoletti che si sa, tornano raramente indietro. Prime edizioni, crediti di qualità alta sono invece gli npl secured, quelli per i quali c’è una garanzia, solitamente un bene immobile ipotecato. Va da sé che a qualità diversa corrisponde prezzo diverso. E poi, si sa, il libraio guadagna sulla quantità, non sulla qualità dell’usato che compra. Per gli npl è la stessa cosa: le società che li acquistano hanno in più delle banche delle competenze e del tempo da dedicare al recupero crediti, anzi è la loro principale attività, come lo è del libraio rivendere l’usato.

Sul mercato oggi gli attori sono due: un nutrito gruppo di mamme/banche che vuole al più presto sbarazzarsi di libri vecchi e brutti perché ha fretta di avere soldi veri in cassa e dei librai/società  che sarebbero disposti a prendersene carico perché hanno le competenze e le risorse per far fronte al processo di recupero ma stanno comunque assumendosi dei rischi, specie rispetto agli npl unsecured. Il fatto che, anche se in cattivo stato, il sussidiario di Paolo resti comunque un sussidiario equivale a dire che qualsiasi bene anche se deteriorato ha un intrinseco valore che può essere recuperato. Questo fa sì che le mamme/banche vorrebbero vendere i loro libri usati ad un prezzo quasi uguale a quello che avrebbero se fossero nuovi mentre ovviamente i librai, tenuto conto del rischio che prendono in carico, vogliono comprare ad un prezzo molto più basso per garantirsi un margine di guadagno più alto possibile.

Una cosa è certa: libri in cattivo stato sugli scaffali non si possono tenere e noi in Italia, invece, ne abbiamo troppi.

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