Elephant Action League

#ItaliaIvoryCrush: un atto concreto per la lotta al bracconaggio

 

 

“Ogni giorno almeno un centinaio di elefanti sono massacrati in Africa a causa del traffico d’avorio e centinaia di persone l’anno vengono uccise o gravemente ferite nell’intento di difendere o ammazzare un elefante, lasciando dietro di loro orfani, vedove e ancora più povertà.”

Con queste parole Andrea Crosta, co-fondatore della Elephant Action League, insieme a Gilda Moratti e Francesco Rocca, annuncia l’adesione dell’Italia alla campagna internazionale di distruzione dell’avorio e l’imminente #ItaliaIvoryCrush.

Sulla scia delle manifestazioni newyorkesi parigine, il 31 marzo presso il Circo Massimo, la Elephant Action League insieme al Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Roma Capitale e il Corpo Forestale dello Stato, provvederanno alla disintegrazione di una quantità simbolica di avorio confiscato, con lo scopo di tenere alta l’attenzione pubblica e dei governi di tutto il mondo ma soprattutto innescare cambiamenti a livello politico.

Oggi si stima che, in tutto il continente africano, rimangano circa 350.000 elefanti, e che ogni anno ne vengano uccisi 35.000 a causa del bracconaggio. Ma le vittime non si fermano al mondo animale. Il commercio illegale di avorio rappresenta un’importante fonte di finanziamento per gruppi criminali, milizie, organizzazioni terroristiche come al-Shabaab, oltre a favorire corruzione, riciclaggio e sfruttamento delle comunità locali, rendendo i risvolti in termini di costi umani insostenibili.

I paesi che hanno pubblicamente distrutto i propri stock di avorio (interamente o parzialmente) includono gli USA, Cina, Francia, Belgio, Filippine, Kenya, Gabon, Etiopia e più di recente lo Sri Lanka.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che sarà presente il 31 al Circo Massimo, spiega: “Questa iniziativa afferma un profondo messaggio culturale: solo con un grande impegno globale riusciremo a fermare i traffici illeciti che ricavano profitto dall’uccisione di elefanti e dalla cancellazione di biodiversità.”

Un messaggio necessario e quanto mai urgente. Che si spera venga raccolto al più presto.


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